Retta via

Vorrei non avere curve

Parentesi senza capo né coda

in cui scorrere e attorcigliarsi

Niente e nessuno tra le pieghe e le rughe

a scivolare quando mi faccio ricciolo

e tu resti lì,

impigliato nel nodo.


Sciolgo antiche resistenze e mi schiudo
spirale a contrario
mentre ancora mi scivoli addosso,

scorsoio.


E striscia giù
e precipita
e ristagna altrove
(che la diritta via – tra noi – da tempo s’è smarrita)


Abbandona l’amata matassa,
sfila via dalle dita e dagli angoli della mia bocca.
Sono solo una linea
retta a doppio vincolo.

A infinita cerniera,

il cuore si chiude.

 

©VSilente

 

 

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