ciclostile

Leggero l’oscuro foglio scivolò tra le mani dell’uomo.
Lo sguardo per un attimo perso nel vuoto, in cerca di una sagoma da tratteggiare.
Lo inseguì, lo raccolse e lo fermò sul tavolo da lavoro.
Il vestito è lo stesso – pensò – i colori, la leggerezza del tessuto, le forme del taglio. Ogni punto cucito, ogni piega, ogni tasca.
Si avvicinò alla donna.

– sei nuda, non lo vedi?

– è solo un abito stupendo

Tracciò linee sul foglio
E quell’incanto prese forma,
con una penna senza inchiostro
su un foglio già nero e pregno.
Disegnò. Incise. Scolpì.
Calde colate di cera per lisciare la superficie e prepararla.
Inchiostro denso e oleoso che penetra nella trama,
così tanto che perde consistenza il foglio
Ed ecco, così è pronto.

– Si pronta, sei tu, ferma.
Ferma così,
perché è così che ti ho sognata mille anni fa.

Ferma così.

Perché è così che ti ho vista e così voglio vederti, ri-vederti,
ancora, sempre e per sempre.
Ferma, così tu vivrai in eterno
per me.

Muti e sottili si trascinarono impressi i fogli:

Amore“, in serie limitata.


(non so dire che nome avesse la matrice,
certo non il mio. )