Animali distanti (come estranei che si incontrano in un sogno)

Era così bello allora, prima che tutto cominciasse. Negli ultimi anni tra lui e Elisheva si era stabilita un’intesa silenziosa, Shaul non ricorda nemmeno quando tutto quanto fosse iniziato e si fosse trasformato in una specie di abitudine.
Ora vanno a dormire come di consueto, con il solito sentimento di affetto dolce e apprensivo, leggono un po’, si augurano la buona notte e si addormentano.
A metà notte però, verso le tre o le quattro, mentre sono completamente immersi nel sonno, si avvicinano l’uno all’altra a occhi chiusi, si abbracciano disperatamente, persino con violenza, come due estranei che si incontrano in un sogno. Rubano nel buio e vengono derubati, senza tenerezza, con una passione impetuosa. 

Gemono, graffiano, lucidi di sudore. Si sbranano a vicenda proprio per il fatto di sentirsi estranei. Poi si staccano, si addormentano profondamente e la mattina dopo non dicono una parola di quanto è successo. Si scambiano solo un’occhiata rapida e imbarazzata, come se entrambi si rivedessero: due lupi che lottano, ringhiando e mugulando, per chi si accaparrerà il lembo più grande di piacere.
C’è sempre un senso di colpa distorto in quell’occhiata, come se non avessero fatto l’amore.
Poi seguono altre notti di nulla e, all’improvviso, si lanciano di nuovo l’uno contro l’altra nel sonno. 

 

David Grossman, Col corpo capisco.

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