Acqua e tintura di iodio

Non riesco a dormire. Perché non usciamo per una passeggiata?

Dici a me? Dico tra me e me, che qui intorno non c’è più nessuno.
Sono stanca, non trovo pace, vorrei fermarmi a riposare, vorrei andare da qualche parte, fare una cosa, una qualsiasi. Che fosse vera.

Scesa dalla mensola dei trofei e dei ninnoli d’argento, ho guardato attraverso la finestra, vicino, sempre più vicino per raggiungere un mondo, fuori.
Respiro forte, tutto si appanna.
E se provassi a scrivere qualche messaggio qui?
Qualcuno riuscirebbe a leggerlo per tempo?
Qui intorno continua a non esserci nessuno. Io non riesco a dormire.
Solo cammino. L’asfalto rimanda continuamente riflessi che confondono.
Dove sono? Non riesco a fermarmi. Non riesco a proseguire. La mappa non è stata aggiornata e mi sono di nuovo smarrita.

Sono stanca, stanca da morire di camminare senza mai raggiungere nessun posto. Sono miraggi che rincorro, ma è sempre troppo tardi quando me ne rendo conto.  Non mi sono mai mossa: la musica era troppo alta, non ho lasciato spazio ai pensieri, caos di discorsi improvvisati, parole disconnesse all’infinito. Le immagini scorrono davanti ai miei occhi e fuggivano su lenti appannate. Nessun messaggio.
Sogno spezzato. Destinazione improvvisata senza punto di partenza.
Confondo i pezzi, frenetici inutili, disperdo le tracce e me ne compiaccio.
Ogni giorno può essere un nuovo inizio. Ecco, pure la réclame dell’Ikea si mette a filosofeggiare sulla vita. Avverto un lieve moto di urticante commozione salire.

Prendo fiato e mi avvio, cammino piano, poi mi pare di vederlo, laggiù in fondo, il punto d’arrivo. Arrivo al punto, sì. E vado avanti. Passo affrettato, a temere di giungere in ritardo. Quasi mi pare di correre, mi prende l’euforia, e mi sento invincibile. Cado, sgualcita e strappata, sorrido rialzandomi. 
Saliva che cristallizza, gola che pare spaccarsi. Respiro polvere e mi sfrego gli occhi cerchiati di kajal. La pioggia ora cancella conflitti e contraddizioni.

Sono stanca. Riposo quel tanto che basta per non perdere il ritmo, e fare più strada possibile. Sono impaziente. Ogni giorno nuovi passi – senza semafori senza area di sosta – verso quel punto. Ogni giorno cammino, e poi mi fermo, e poi riparto, e poi riposo per l’indomani. Ma quando mi sveglio sono ancora lì, esattamente dov’ero prima di partire.
Quando mi sveglio il domani non arriva mai.
Presente incolore e insapore. Non ci sono orizzonti neppure nelle favole della buona notte. Dalla mia gabbietta dorata vedevo quei paesaggi esotici, ma ora che sono fuori mi accorgo che sono solo miraggi, non c’è nulla, nulla di vero e io non so che farmene di un po’ d’acqua e tintura di iodio. 

Sono stanca, credo che ora dormirò un po’.

©VSilente

 

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